Archive for the ‘tv’ Category

Strada facendo, botola.

Tuesday, July 29th, 2008

Diamo a Frizzi quel che è di Frizzi: dopo la stroncatura a freddo de La botola mi sembra giusto dare conto anche dei cambiamenti che sono stati apportati al programma per renderlo più presentabile.
A mio avviso le “novità” introdotte riguardano essenzialmente due aspetti: il livello medio dei concorrenti in gara e la gestione televisiva della caduta in acqua.

Il livello dei concorrenti che partecipano al programma si è considerevolmente alzato: se prima sembravano essere stati scelti tra gli scarti peggiori de La corrida, ora mostrano quasi sempre delle qualità artistiche sopra la soglia della decenza, pur mantenendo una preparazione visibilmente amatoriale e uno stile non sembre classificabile con sicurezza. Ogni tanto fa capolino anche qualche volto più o meno conosciuto (è il caso per esempio di Frank Tellina, apparso di recente). Altre volte a fare da tappabuchi c’è ancora l’ennesimo dilettante allo sbaraglio dotato solo di faccia tosta, ma rimane una nota di colore tutto sommato tollerabile.

Quanto al tuffo verticale in acqua, inizialmente era pensato come una mossa piuttosto sbrigativa, quasi una “ghigliottina”: Frizzi tirava la leva e il malcapitato scompariva finendo a mollo. La cosa, come è facile immaginare, era assai poco palatabile dal punto di vista estetico-televisivo. Ecco quindi l’uovo di Colombo escogitato degli autori: riciclare l’estenuante e famigerata suspense dei tempi de I soliti ignoti – Identità nascoste. Ora, infatti, Frizzi tira ancora la leva ma la botola non si apre: parte invece una musichina (un po’ patetica, a dir la verità), la regia si sbizzarrisce in una controdanza di inquadrature sui due concorrenti in bilico e poi, finalmente, uno dei due cade. Niente di che, ma almeno il pubblico adesso riconosce un pattern di successo e fa più fatica a cambiare canale.

Nonostante queste “novità”, La botola rimane un programma debole, che tuttavia ora può sostenere il ruolo che gli è stato affidato – nell’attesa che torni Affari tuoi, i cui promo già cominciano a imperversare su RaiUno…

Incubo numero zero.

Saturday, July 26th, 2008

Se la prima serata di RaiUno fosse una mensa, questo sabato sera sono stati propinati cibi visibilmente avariati. E la metafora finisce qui, vi risparmio i brulicanti particolari.

Ciak… si canta!, il quarto esperimento televisivo tentato dalla rete ammiraglia, si è dimostrato di gran lunga il più deludente della serie.
Fallimentare l’ennesima “operazione nostalgia” a base di vecchie glorie canterine, assai lontana dalla competenza e dal rispetto dimostrati in programmi come I migliori anni.
Eleonora Daniele Fredda e impacciata la conduttrice, Eleonora Daniele: belloccia sì, ma incapace di sostenere un dialogo sensato con i suoi ospiti, sia pure per finta e leggendo dal “gobbo”.
Ammorbante e inconcludente la cosiddetta “giuria di qualità”, formata dai soliti quattro presenzialisti-salariati Rai, di quelli che all’appello non possono non rispondere pur sapendo far salotto spesso e volentieri.
Pesantemente caricaturali tutti i cantanti, chiamati a rappresentare anzitempo e senza vergogna l’ombra di se stessi, e tuttavia ben vestiti e sorridenti come se niente fosse.
Prevedibilmente mistificata e inutile la competizione, che in teoria aveva lo scopo di premiare non le canzoni bensì i migliori video.
Per l’appunto: inguardabili i filmati che avrebbero dovuto attualizzare e incorniciare il ricordo di alcuni successi musicali degli anni ‘60 e ‘70: scene e situazioni insignificanti, sceneggiature insulse, ingenuità tecniche e realizzative, atmosfere quasi grottesche.

Chissà se era questo ciò che aveva in mente Gianni Ippoliti, l’ideatore di questa sciagurata serata televisiva. Da parte mia, non ricordo nulla di così brutto da diversi mesi a questa parte.

A giudicare dalla sua espressione seria e compunta, anche il buon Nino Frassica deve essersi profondamente vergognato di aver partecipato.

Quattro vestiti, quattro format, un solo canale.

Monday, July 21st, 2008

Gli affezionati del sabato sera di RaiUno se ne sono sicuramente accorti: è in corso un maxi-esperimento estivo. Sulla rete ammiraglia sta infatti andando in onda una serie di “numeri zero” di nuove potenziali trasmissioni da prima serata: Usa la testa!, Incredibile!, Parenti talenti e Ciak… si canta! (notare l’abbondanza di punti esclamativi nei titoli).
L’iniziativa ha un duplice obiettivo: da una parte saggiare la bontà dei format (alcuni originali, altri d’importazione), dall’altra verificare le capacità di quattro giovani conduttrici.
Giunti a tre quarti del percorso, provo a riassumere la situazione e tracciare un primo bilancio.

  • Usa la testa!, condotto da Caterina Balivo. La Balivo non era certo alla sua prima esperienza in prima serata, tuttavia non ha saputo dare il meglio di sé, complice un format piuttosto piatto e ripetitivo che è stato proposto senza particolare fantasia nella sua apparente cervelloticità (qui qualche dettaglio in più). Rimasta pressoché sola e abbandonata in mezzo al palco, Caterina si è ritrovata a dover fare slalom tra semplificazioni scientifiche, luoghi comuni e contagiosi sbadigli. L’idea su cui si basa il programma in sé non è malvagia ma richiederà un discreto lavoro per poter eventualmente aspirare ad ascolti decorosi.
  • Incredibile!, condotto da Veronica Maya. Capacità e bellezza della Maya sono fuori discussione, il resto però è banalità: una pseudo-competizione tra individui con caratteristiche apparentemente inusitatee (quella che sa a memoria tutta la Divina Commedia, quello che sa a memoria tutte le battute dei film di Alberto Sordi, e così via). Chi si aspettava una riproposizione di That’s incredible! a più di vent’anni di distanza è rimasto deluso: nessuna prova di coraggio, muscolare o altro, “solo” capacità mnemoniche quasi degne del Rischiatutto. Il format teoricamente poteva funzionare, nella realtà è rimasto purtroppo schiacciato tra l’entusiasmo simulato della conduttrice e una scaletta piuttosto rigida. Sulle effettive qualità dei concorrenti è meglio sorvolare, o quantomeno notare che non sono state valorizzate a dovere dagli autori.
  • Parenti talenti, condotto da Elisa Isoardi. Finora sembra essere l’esperimento riuscito meglio: vario, bilanciato, non esente da sbavature ma tutto sommato piacevole. Il programma è riuscito a sintetizzare con proporzioni quasi ottimali diversi ingredienti di sicuro successo televisivo (e già miscelati in passato nei modi più impensati): intrattenimento, dilettantismo, reality show, musica, ballo, competizione, esibizionismo e altro ancora. Il tutto mantenendo l’assetto sorprendentemente in linea con l’esaltazione della Famiglia Italiana (ovviamente numerosa ma ordinata e all’apparenza felice). Insomma, con Parenti talenti la dirigenza di RaiUno ha sfiorato il nirvana. La Isoardi dal canto suo non ha sfigurato, pur peccando talvolta di ingenuità e scarsa presenza di spirito (non si sa quanto artefatta). Molti scommettono già sul futuro roseo di questo format.

All’appello manca ancora Ciak… si canta!, condotto da Eleonora Daniele. Staremo a vedere, nella speranza che quest’ennesimo esperimento sappia già ovviare alle principali pecche dei suoi predecessori, per esempio l’esasperante lunghezza (che costringe lo spettatore a restare sveglio fin quasi a mezzanotte) e la scelta degli ospiti-giudici-esperti (tra cui spiccavano alcuni presenzialisti di professione non sempre istruiti a dovere).

Qualcuno già si domanda chi la spunterà tra le quattro donzelle alla ribalta, che qualcuno ha già sagacemente definito le “DelNoce’s Angels”. Io mi chiedo invece in che stato versi il fegato di altre valide conduttrici dal futuro televisivo tuttora incerto, come la Cuccarini e la Carrà…

Tre finestre sulla TV.

Saturday, July 12th, 2008

Oggi mi sono affacciato tre volte sulla TV e i suoi programmi. Ecco cosa ho visto.

Non sono un appassionato di animali ma Pongo & Peggy mi è piaciuto. Semplice e spontaneo, il recente programma di RaiUno si occupa dei nostri amici a quattro zampe senza retorica da prima serata (vedi Mi fido di te) né rocciosi attivismi (vedi certe pasionarie dell’animalesimo catodico).
Elisa Isoardi La conduttrice – Elisa Isoardi, già notata non molto tempo fa in Italia che vai insieme all’eclettico Guido Barlozzetti – è spigliata e misurata. Si fanno però apprezzare in particolar modo i consigli dispensati dagli esperti, una veterinaria e un comportamentalista, che finalmente – finalmente! – insegnano senza remore ad adulti e bambini come comportarsi correttamente con le bestiole domestiche in carne e ossa che hanno in casa (e non con i cartoni animati della loro fantasia).
Nell’insieme il programma riesce a riconciliare con il vicino mondo animale anche chi, come me, non lo ha mai frequentato molto, e soprattutto fornisce esempi e informazioni utili a evitare inconvenienti piccoli e grandi, come certi incidenti dovuti all’ignoranza dei padroni («…ma finora era sempre stato buonissimo con i bambini…»).

logo Su al sud

Su RaiDue, nell’ambito del ciclo Su al sud (a sua volta collocato in quello Nati in Italia) è andata in onda la replica di un bel documentario sulla Sicilia: “Luoghi e luoghi comuni“. Attraverso immagini e conversazioni recenti e non (Domenico Modugno, Leonardo Sciascia, Renato Guttuso, Pino Caruso, Leo Gullotta, Gianfranco Jannuzzo, Maria Grazia Cucinotta e altri) il programma ha sorvolato con leggerezza e cognizione di causa i cardini di una mentalità meridionale troppo spesso fraintesa e bistrattata. Il rapporto con la morte, quello con la vita, la voce e il silenzio. Un documentario da cineteca, sobrio e malinconico, firmato da Edmondo Berselli.

Gianfranco FunariOggi è morto Gianfranco Funari. Il “giornalaio” dalla parte della ggente. Lottava da diverso tempo con una salute piuttosto precaria. In queste ore giornali e televisioni lo stanno abbondantemente ricordando e celebrando, con la dose di retorica prescritta in casi come questi.
Io preferisco ricordarlo nella sua ultima, sfortunata conduzione televisiva: Apocalypse show. Una scommessa, un progetto molto interessante (firmato da Diego Cugia) presto naufragato sugli scogli dei bassi ascolti e poi snaturato e tenuto artificialmente in vita ancora poche puntate per volere dell’insensibile establishment di RaiUno. Un tristissimo calvario artistico che l’inamovibile Del Noce avrebbe potuto risparmiare a un uomo come Funari.
Vorrei dire a Cugia (ma anche a Esther Ortega e a Fabio De Luigi) che la loro coerenza è stata apprezzata e che il loro tentativo non sarà dimenticato, anche per l’affetto per molti versi riservato a Funari nei panni di quel saggio e malinconico vecchietto su trono a rotelle, alle prese con il tempo che fugge.
Vorrei dire a Funari – ora che la fine del mondo per lui è arrivata davvero, ora che gli avvoltoi possono sgombrare il campo – che guardavo Aboccaperta, che simpatizzavo per la sua popolare e dolorosa verve, e che condividevo alcune delle sue battaglie. A Morena Zapparoli rivolgo un pensiero affettuoso.

Le pareti del cervello non hanno più finestre.

Sunday, July 6th, 2008

La “ginnastica cerebrale” fa sudare? Pare di no, ecco perché una trasmissione come Usa la testa! ben si adatta a un afoso sabato sera italiano (un sabato qualunque, del resto, anche se il peggio non è ancora passato).
Il programma andato in onda ieri sera su RaiUno è sembrata la versione televisiva di un brain trainer, uno di quei fortunati gingilli elettronici che a forza di domandine basate su logica e intuito ci permettono di calcolare la nostra “età mentale” (molto meglio di un Tamagotchi). In realtà Usa la testa! si basa su un format straniero adattato per Endemol da Massimo Romeo Piparo (neanche fosse un musical) e per questo “numero zero” affidato alla conduzione di Caterina Balivo al grido di «alleniamo il cervello, non (solo) i muscoli».

Caterina BalivoQuesti gli ingredienti principali oltre alla risoluta scollatura della Balivo: le squadre in gara (quattro, suddivise per categoria di età), i “caposquadra” VIP (Giancarlo Magalli, Marina Ripa di Meana, Barbara Matera e un bambino-attore a me sconosciuto), gli “esperti” (tra cui un partecipe e assennato Alessandro Cecchi Paone, un distratto Mario Tozzi, il campione italiano di Sudoku e l’ipotricotico esperto vero e proprio che ha curato le domande), gli ospiti (Manuela Aureli, Paolo Belli, Bobby Solo, l’immarcescibile Silvan e un collega illusionista di nome Erix Logan), l’orchestra e i balletti di Bill Goodson (coreografo già notato e apprezzato ai tempi degli show di Panariello).

L’idea di base del programma, seppure non originale (sono tanti gli esempi di quiz con domande a tema e relativo calcolo del profilo finale, per esempio il recente Fratelli di test) si è rivelata interessante e più solida del previsto.
Peccato però per alcuni aspetti della realizzazione: bravina la Balivo ma lasciata troppo sola, aggrappata con poco mestiere al suo artefatto entusiasmo, alla sua autoironia e alla sua voglia di esserci; estenuanti le quaranta domande centellinate in quasi tre ore di durata complessiva; discutibile la scelta di alcuni ospiti, tra cui una Barbara Matera giovane attrice (?) troppo piena di sé – nel sen(s)o buono – e convinta di saper essere spiritosa, e una Ripa di Meana fuori controllo, dal contegno e dalle esternazioni sorridenti ma non certo nobili.
Migliorabile anche la parte più tecnica legata alle domande: alcune erano malposte o mal supportate dalla grafica a video. Inoltre, ho messo da parte diversi dubbi su certe spiegazioni “scientifiche” poco ortodosse che sono state fornite durante la trasmissione in tema di cervello e dintorni.

In sintesi, Usa la testa! è un esperimento riuscito a metà. C’è del buono da poter riciclare, ma il carrozzone dev’essere alleggerito in più punti per non rischiare di diventare solo un allenamento allo sbadiglio.