Archive for the ‘tv’ Category

Sanremo 2009: l’epilogo.

Sunday, February 22nd, 2009

Sanremo 2009: il podio (foto Repubblica.it)

Una torta senza ciliegina. Va in archivio anche la cinquantanovesima edizione del festival della canzone italiana. Soddisfazione per l’impostazione del programma, che esce dalle mani di Bonolis più moderno e sensato. Delusione massima per l’esito della gara, che ha penalizzato i pezzi e i cantanti migliori.

SMS de borgata. Il risultato finale testimonia infatti il trionfo del peggiore provincialismo televisivo. Sospinto dalle orde televotanti vince il ragazzetto di Amici (guarda caso proprio sotto lo sguardo della sua madrina), sul podio insieme al figlioccio d’arte del clan D’Alessio e all’omofobico e supponente assemblatore di beneficanti motivetti.

Ipsos dixit. Tutto sembra in linea con l’attuale contesto politico e sociale. Il voto – qualunque voto – va ormai in una direzione ben precisa. Con buona pace e col sorriso imbelle di molti, soprattutto di certi sprovveduti che ritengono di intravedere candore e timidezza dietro il trucco e gli occhiali di una che si è messa insieme al suo docente del CET (il premiato forno artistico di Mogol) e si è fatta scrivere una discutibile canzone per Sanremo.

Tuba mirum spargens sonum. Il festival sopravviverà, l’ultima occasione non è stata persa. Bonolis è più forte che mai e l’incesto Rai-Mediaset potrà continuare a consumarsi alla luce del sole con la benedizione del pubblico e di pasciuti dirigenti. Ora per gli uomini di buona volontà è giunto il momento di spegnere più spesso il televisore e rimettersi ad ascoltare buona musica – e che sia libera, ma libera veramente.

Sanremo 2009: la seconda serata.

Thursday, February 19th, 2009

Patty Pravo a Sanremo 2009 (foto Corriere.it)

Àlzati in piedi. È un festival che prende lentamente forma, finalmente. Non nella struttura, non nelle canzoni, non negli spot nasce la (timida) novità, bensì in tutti gli altri spazi al riparo dalla routine. Negli anfratti colonizzati dalle gag di Bonolis e Laurenti, per esempio. O nelle prime digressioni del conduttore dai soliti testi preconfezionati. Forse persino nella scelta di certi ospiti. Non ancora un festival memorabile, dunque, ma per molti versi apprezzabile.

Flammis acribus addictis. Non è il nude look di Patty Pravo a turbarmi, bensì l’insistito tentativo di accostare musica classica a musica più moderna, come a voler riconciliare due mondi ritenuti troppo distanti. Deve essere chiaro però che non basta piazzare due schitarrate sotto la Turandot per firmare la “pace di Sanremo”. Non è sufficiente nemmeno aprire la serata col Dies Irae del Requiem di Mozart per poi mandarlo a stamparsi contro un muro (quello dei Pink Floyd). Ma stasera c’è Allevi. Ah beh, allora stiamo tutti tranquilli.

Vedo, non sento, parlo. Leggo che l’Osservatore Romano s’è preso la briga di stroncare il festival. Eppure ho visto molti cantanti travolti dall’afflato mistico volgere lo sguardo al cielo, come a voler trovare l’ispirazione. O forse erano solo occhi che cercavano il gobbo elettronico, attaccato in alto alla balaustra della galleria.

Gne gne gne. I detrattori “a prescindere” del festival mi mettono tristezza. Non basta criticare per essere dei critici. Eppure la rete è piena di chirichetti del nulla che, in virtù di qualche ascolto sopra la media affrontato in gioventù, si sentono in diritto di gettare fango su qualsiasi cosa si muova dentro e fuori il festival, senza spiegazioni né confronto. E quel che è peggio è che fanno proseliti. Bah.

Sanremo 2009: la prima serata.

Wednesday, February 18th, 2009

Dolcenera a Sanremo 2009 (Antonio Calanni/Ap via Corriere.it)
Il festival che non c’è. Si temeva un festival grigio, si è ottenuto un festival trasparente, così trasparente da non comparire tra i titoli dei giornali radio del mattino, da faticare a guadagnare pochi centimetri quadrati sulle prime pagine dei quotidiani online. Bonolis è sicuramente riuscito nell’intento di smagrire il programma, eliminando alcuni orpelli e molta cartapesta. Si è dimenticato però di cambiarne il canovaccio, lasciando quindi intatto l’abituale scheletro televisivo: il presentatore, la spalla, la pseudo-valletta belloccia e impacciata, le cinque interminabili serate di gara, le parentesi pseudo-impegnate, gli ospiti italiani e stranieri… Ecco perché quest’anno tutto sa di già visto e di già sentito, stonature d’autore incluse.

Lavorare stanca. A un primo ascolto, quello 2009 sembra il festival delle rievocazioni e delle citazioni a buon mercato. Si è cominciato con un Puccini strapazzato in contumacia da Mina. Si è proseguito con canzoni piuttosto banali in cui può sembrare di riconoscere melodie già note e frasi prese a prestito da testi famosi. Anche Bonolis ci ha tenuto a citare Pavese. È un modo come un altro per fare economia, di idee e di sforzi, e in tempo di crisi non è poco.

Cosa resterà. Della prima serata rimangono solo pochi momenti degni di nota. Una Dolcenera “rompighiaccio”, sbarazzina in abito viola e guanciotte rosse, che canta di sbieco à la Lilli Gruber. L’allegra giuria demoscopica Ipsos ospitata in galleria, a fare da rinforzo alla claque e al famigerato pubblico di pietra dell’Ariston. Le scritte in sovraimpressione praticamente illeggibili. Le molte battute di Benigni andate a vuoto, pietosamente ripetute e semplificate fino a smuovere un incerto applauso. L’espressione di Del Noce mentre Benigni nominava Berlusconi (il direttore ha impiegato un quarto d’ora buono per tornare a far finta di sorridere).

Tutti offesi dalla Clerici.

Tuesday, September 16th, 2008

Che dire di Tutti pazzi per la tele, la cui prima puntata è andata in onda questa sera su RaiUno?
Mi limito a fornire qualche spunto di riflessione.

  • Pessimo inizio: la sigla fa il verso alla celebre “Zum zum zum” (Canzonissima ‘68) ma con un testo “modernizzato” per l’occasione e affidato all’ugola della Clerici.
  • Tra gli autori del programma figura (in)spiegabilmente il nome di Eddy Martens, ossia l’attuale fidanzato della conduttrice in dolce attesa.
  • Pistarino sciorina convinto battute che non diceva dai tempi delle elementari.
  • Gli ospiti collocati attorno al tavolo sono: noti presenzialisti (Giurato, Lear, Pivetti V., Zanicchi), vecchie glorie (Mal), dimenticati Rai (Cuccarini), neo-acquisti Rai da blandire in vista di Sanremo (Bonolis), stagionata ospite straniera in versione cavoli-a-merenda (Anderson).
  • Sgangherato disordine tra gli ospiti, voci accavallate, gag improvvisate e incomprensibili, penosi siparietti, poco senso della misura, episodi di cattivo gusto. Il montaggio (vistosissimo) non basta a rimediare.
  • Quando è troppo è troppo: la Cuccarini dà di gomito a Bonolis per invitarlo a un maggior contegno. Immaginatevi gli altri.
  • Spesso vengono mostrati spezzoni di gaffe e imprevisti televisivi stranieri in stile Paperissima. Idea originale.
  • La rievocazione dei vecchi tempi viene puntualmente scavalcata dalla mistificazione incompetente.

Poteva esserci dell’altro ma ho spento in tempo. Spero possa bastare.
Se disponete di validi rimedi contro il mal di fegato, il martedì sera guardate Ballarò. Date retta.

La certezza dei pacchi.

Monday, September 15th, 2008

Sì sì, lo capisco, l’estate televisiva è colorata, disimpegnata, musicarella, mezza biotta, cosparsa di repliche ed esperimenti come panna e granella sul più insipido dei gelati. Però noi teleutenti abbiamo bisogno di certezze.
Ma ecco infine il premio per la nostra fedeltà in regola con l’abbonamento: il ritorno, insieme ai primi freddi, de L’eredità e di Affari tuoi!

Dell’a-a-bbronzatissimo Carlo Conti, fiero albero maestro della teleammiraglia di stato, mi occuperò un’altra volta. Oggi vorrei dedicare qualche riga al nuovo ospite dell’access prime time di RaiUno: l’attore e imitatore Max Giusti.

Max Giusti L’eclettico e brillante Max raccoglie un’eredità non facile, essendo stato chiamato a sostituire un Flavio Insinna giunto all’apice della notorietà e della dimestichezza con i meccanismi della seguitissima trasmissione. Basterebbe questo pensiero a giustificare i copiosi sudori di stasera del nuovo padrone della casa dei pacchi.
Intorno a lui si fa notare una scenografia tutta nuova, che ricorda una sorta di foyer nelle tonalità del rosso e del blu. Più grande lo studio, più lungo il divano rosso, più lontano il pubblico – ora comodamente seduto e non più assiepato e vociante su tribune a precipizio. Piccolo in proporzione il conduttore, mobile ma a tratti spaesato, ancora comprensibilmente solo e incerto nel distribuire la giusta quantità di olio sugli ingranaggi rimasti fermi tutti questi mesi. Non difettando in esperienza e verve, il simpatico Giusti non tarderà a prendere le misure e farsi apprezzare.

Poco altro da registrare in questa prima puntata: la colonna sonora è rimasta pressoché immutata; uguale (ma mai sottolineata) anche la ripartizione delle regioni in nord, centro e sud; angusto lo spazio riservato alle telefonate del “dottore”, in attesa di una caratterizzazione più consona e pregnante; inesistenti le novità nel gioco se si trascura la comparsa del “Pacco Y”.

Un rassicurante cambio di guardia nel solco della tradizione, dunque. Tra pochi giorni vedremo invece quali sorprese ci riserveranno due delle finte bionde più celebri della TV: Sua Gestazione Antonella Clerici e Sua Onfalofania Raffaella Carrà.