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	<title>aposiopesi &#187; rip</title>
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	<description>Si vive nel presente, si sogna per l'avvenire, si impara dal passato.</description>
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		<title>L&#8217;ultima solitudine.</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 19:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ziomau</dc:creator>
				<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[rip]]></category>

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		<description><![CDATA[Domine non sum dignus… E non è vita da dimenticare quella che ancora ti accompagnava. Grumi di piccola vita incerta scivolata via tra occhi e fiato e mani e vene e lacerati silenzi. Mentre l’attesa si conficcava nei volti di chi ti stava inutilmente accanto, di chi era lontano. Eppure era vita che hai dovuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="border: 0pt none;" title="last rain drops" src="http://www.aposiopesi.it/wp-content/uploads/images/raindrops.jpg" border="0" alt="last rain drops" width="329" height="189" /></p>
<p><em>Domine non sum dignus…</em></p>
<p>E non è vita da dimenticare quella che ancora ti accompagnava.<br />
Grumi di piccola vita incerta scivolata via tra occhi e fiato e mani e vene e lacerati silenzi.<br />
Mentre l’attesa si conficcava nei volti di chi ti stava inutilmente accanto, di chi era lontano.<br />
Eppure era vita che hai dovuto vivere.<br />
Ora il nuovo fiore della tregua è stato benedetto, in remissione dei sorrisi lividi dei forestieri dai piedi gonfi.<br />
Ora ciò che cambia non ha più colpe né giudice.<br />
È questo ciò che non puoi vedere ma sai.<br />
È questo ciò che hai gridato nel muto deserto del tuo ultimo silenzio.</p>
<p><em>Domine…</em></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">last rain drops</media:title>
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		<title>Tre finestre sulla TV.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 16:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ziomau</dc:creator>
				<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[rip]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi mi sono affacciato tre volte sulla TV e i suoi programmi. Ecco cosa ho visto. Non sono un appassionato di animali ma Pongo &#38; Peggy mi è piaciuto. Semplice e spontaneo, il recente programma di RaiUno si occupa dei nostri amici a quattro zampe senza retorica da prima serata (vedi Mi fido di te) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mi sono affacciato tre volte sulla TV e i suoi programmi. Ecco cosa ho visto.</p>
<p>Non sono un appassionato di animali ma <em><a title="sito del programma Pongo &amp; Peggy" href="http://www.pongoepeggy.rai.it/" target="_blank">Pongo &amp; Peggy</a></em> mi è piaciuto. Semplice e spontaneo, il recente programma di RaiUno si occupa dei nostri amici a quattro zampe senza retorica da prima serata (vedi <em>Mi fido di te</em>) né rocciosi attivismi (vedi certe pasionarie dell’animalesimo catodico).<br />
<img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 1px 5px 1px 10px;" title="Elisa Isoardi" src="http://www.aposiopesi.it/wp-content/uploads/images/elisaisoardi.jpg" border="0" alt="Elisa Isoardi" width="168" height="178" /> La conduttrice – <strong>Elisa Isoardi</strong>, già notata non molto tempo fa in <a title="sito Italia che vai" href="http://www.italiachevai.rai.it/" target="_blank"><em>Italia che vai</em></a> insieme all’eclettico Guido Barlozzetti – è spigliata e misurata. Si fanno però apprezzare in particolar modo i consigli dispensati dagli esperti, una veterinaria e un comportamentalista, che finalmente – finalmente! – insegnano senza remore ad adulti e bambini come comportarsi correttamente con le bestiole domestiche in carne e ossa che hanno in casa (e non con i cartoni animati della loro fantasia).<br />
Nell’insieme il programma riesce a riconciliare con il vicino mondo animale anche chi, come me, non lo ha mai frequentato molto, e soprattutto fornisce esempi e informazioni utili a evitare inconvenienti piccoli e grandi, come certi incidenti dovuti all’ignoranza dei padroni («…ma finora era sempre stato buonissimo con i bambini…»).</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 1px 10px 1px 1px;" title="logo Su al sud" src="http://www.aposiopesi.it/wp-content/uploads/images/sualsud.jpg" border="0" alt="logo Su al sud" width="193" height="142" /></p>
<p>Su RaiDue, nell’ambito del ciclo <em>Su al sud</em> (a sua volta collocato in quello <em>Nati in Italia</em>) è andata in onda la replica di un bel documentario sulla Sicilia: &#8220;<a title="sito programma Su al sud" href="http://www.sualsud.rai.it/category/0,1067207,1067134-1076877,00.html" target="_self">Luoghi e luoghi comuni</a>&#8220;. Attraverso immagini e conversazioni recenti e non (Domenico Modugno, Leonardo Sciascia, Renato Guttuso, Pino Caruso, Leo Gullotta, Gianfranco Jannuzzo, Maria Grazia Cucinotta e altri) il programma ha sorvolato con leggerezza e cognizione di causa i cardini di una mentalità meridionale troppo spesso fraintesa e bistrattata. Il rapporto con la morte, quello con la vita, la voce e il silenzio. Un documentario da cineteca, sobrio e malinconico, firmato da Edmondo Berselli.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 1px 5px 1px 10px;" title="Gianfranco Funari" src="http://www.aposiopesi.it/wp-content/uploads/images/gianfrancofunari.jpg" border="0" alt="Gianfranco Funari" width="168" height="207" />Oggi è morto <strong><a title="Gianfranco Funari su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Funari" target="_self">Gianfranco Funari</a></strong>. Il &#8220;giornalaio&#8221; dalla parte della <em>ggente</em>. Lottava da diverso tempo con una salute piuttosto precaria. In queste ore giornali e televisioni lo stanno abbondantemente ricordando e celebrando, con la dose di retorica prescritta in casi come questi.<br />
Io preferisco ricordarlo nella sua ultima, sfortunata conduzione televisiva: <em>Apocalypse show</em>. Una scommessa, un progetto molto interessante (firmato da Diego Cugia) presto naufragato sugli scogli dei bassi ascolti e poi snaturato e tenuto artificialmente in vita ancora poche puntate per volere dell’insensibile establishment di RaiUno. Un tristissimo calvario artistico che l’inamovibile Del Noce avrebbe potuto risparmiare a un uomo come Funari.<br />
Vorrei dire a Cugia (ma anche a Esther Ortega e a Fabio De Luigi) che la loro coerenza è stata apprezzata e che il loro tentativo non sarà dimenticato, anche per l’affetto per molti versi riservato a Funari nei panni di quel saggio e malinconico vecchietto su trono a rotelle, alle prese con il tempo che fugge.<br />
Vorrei dire a Funari – ora che la fine del mondo per lui è arrivata davvero, ora che gli avvoltoi possono sgombrare il campo – che guardavo <em>Aboccaperta</em>, che simpatizzavo per la sua popolare e dolorosa verve, e che condividevo alcune delle sue battaglie. A Morena Zapparoli rivolgo un pensiero affettuoso.</p>
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