Sanremo 2010: la serata finale.

Com’è andata a finire ormai è noto. Il sessantesimo festival di Sanremo si chiude con la televittoria di Valerio Scanu. Verrà ricordata come una delle edizioni più scoppiettenti. Ecco qualche considerazione conclusiva.
Finale di partita. Al momento dell’annuncio dei sette big eliminati si entra di colpo in un incubo, quasi in una canzone dei Baustelle. Cadono uno dopo l’altro i nomi migliori e poco per volta si materializza l’incubo: in finale c’è FiliPupo insieme a Scanu e (meno male, almeno lui) Mengoni. Il pubblico dell’Ariston protesta, insorge, urla. L’unica speranza sembra essere Mengoni.
Prova d’orchestra. In aggiunta ai generosi fischi del pubblico è bello veder nascere una protesta spontanea tra gli orchestrali, i quali non ci stanno ad apparire corresponsabili dell’ormai probabile abominio finale. Fischi, gesti di disappunto, spartiti che volano, i musicisti vogliono che si sappia come hanno votato. Bella prova d’orgoglio, la Clerici sul palco è visibilmente preoccupata. Poi, dopo una pausa pubblicitaria, tutto torna nei ranghi. Tutti tranquilli, sereni, rabboniti. Che qualcuno nel nero delle telecamere abbia fatto la voce grossa? Più probabilmente Mazzi e l’organizzazione del festival si sono mobilitati e hanno trovato la soluzione: tranquilli, non vincono quei tre. E così è stato.
Mondo Scanu. Alla fine infatti vince l’ennesima creatura di Amici e così risparmia a Sanremo e all’Italia intera una delle figuracce più epocali di tutti i tempi. Scanu Reeves è un giovinotto sereno che ha pescato l’ennesimo jolly e ora si ritrova in mano il dorato primo premio della Riviera. Ormai è chiaro che i figli dei talent show viaggiano su una corsia preferenziale rispetto ai giovani che battono le strade più consuete, passando magari dalla cara vecchia gavetta nelle cantine e nei locali.
L’evoluzione. Il festival nell’arco di qualche anno passa da Minghi a Mengoni passando da Mengoli, Mango e persino Mangoni. Marco Mengoni a fine serata appare visibilmente deluso per la mancata vittoria (ora si sa che è arrivato terzo). Tuttavia, già finalista, qualche minuto prima aveva mormorato un flebile “scusate” nel microfono e questo piccolo gesto gli consegna la vittoria morale del festival.
Se la suonano e se la votano. Per la prima volta l’orchestra ha avuto il potere di influenzare l’esito del festival, addirittura in competizione con il televoto. Visto cos’è successo, l’anno prossimo gli organizzatori ci penseranno due volte prima di ripetere l’esperimento. Prevedo che l’orchestra venga privata del diritto di voto, o che venga sostituita in blocco da dei miti Apicella suonatori.
In nome del popolo sovrano. Un doveroso appunto finale ad Antonella Clerici, che stanca e spaesata tenta di rintuzzare i fischi affermando che il televoto è l’espressione del popolo sovrano. No Antonellina tesoro, poter mandare 7 SMS a utenza telefonica non è democrazia, pensaci su e vedrai che te ne renderai conto anche tu.
Il festival è morto! – No, potrebbe avere figli. Nel bene e nel male è stato un Sanremo di ottimo livello. Grande professionalità nell’organizzazione e nella realizzazione. La Clerici se l’è cavata egregiamente vincendo in simpatia e ascolti. Peccato per qualche scelta poco azzeccata nella selezione dei cantanti, che si è poi in parte tradotta nello psicodramma semitragico finale. Non c’era bisogno di lasciare aperti certi spiragli di polemica. La prossima volta andrà meglio, la struttura è solida e si potrà investire solo e soltanto sulla buona musica. Sperando che la Rai voglia proseguire in quella direzione.
February 21st, 2010 at 13:15
…protesta spontanea? Ma davvero *nessuno* ha visto che stavano ridendo? Era tutto costruito. Mi chiedo come fate a non esservene accorti.
February 21st, 2010 at 16:36
Mamma che finale!!!
Visto lo sfogo degli orchestrali! Grandi!!!
Secondo me il principe si è comprato un call center e via di voti!!!
Che tristezza!
February 21st, 2010 at 16:50
xlthlx, il fatto che (sor)ridessero non significa molto. Volevi che fossero accigliati e ringhianti? Se avessero sfasciato strumenti e palco allora per te sarebbero stati credibili? Chiaramente sorridevano (amaramente) per il risultato del televoto e per il loro stesso gesto di protesta, bonaria ma decisamente sopra le righe per l’Ariston.
xlthlx, se tu avessi seguito da vicino il festival e i commenti e le blog-cronache (anche quelli di chi si trovava a Sanremo in sala stampa) forse la penseresti diversamente.
February 21st, 2010 at 16:55
Ho detto forse di aver avuto quella impressione perché stavano ridendo? Non mi pare. Non dare per scontato quello che pensano gli altri, magari
In ogni caso, è stato un insieme di cose. Inviterei invece te a riguardarti quel momento, senza pensare all’insieme delle blog-cronache e i commenti e i bla bla bla (ci vuol poco a costruire anche quelli, eh). L’impressione da esterni è davvero orribile, credimi. Poi, sinceramente, è Sanremo, è televisione, per me se esiste o no non fa nessuna differenza: non la guardo.
February 21st, 2010 at 17:39
xlthlx, hai scritto «Ma davvero *nessuno* ha visto che stavano ridendo? Era tutto costruito. Mi chiedo come fate a non esservene accorti.», vedi tu
E sì, prima di risponderti ho riguardato il filmato incriminato