Sanremo 2010: la terza serata.

60° Festival della Canzone Italiana (da corriere.it)

Per raccontare la terza serata del festival bisogna iniziare dalla fine. L’ennesima puntata gradevole ma senza infamia né lode ha infatti sbandato in coda schiantandosi contro almeno tre episodi discutibili.

Le fogne morte. Il televoto popolare compie l’orribile misfatto: ripescati Emanuele Filiberto, Pupo e compagnia cantante. No comment, difficile immaginare di poter scendere più in basso (ma attenzione: in realtà mancano ancora due serate…). Ripescato per la cronaca anche Valerio Scanu, eliminati definitivamente Toto Cutugno, Nino D’Angelo e i Sonohra (olè).

Siamo i ragazzi di oggi. Chi si loda, si sa, prima o poi paga questo inopportuno gesto. E infatti: la Clerici si era appena vantata di non avere mai sforato oltre mezzanotte e mezza nelle prime due puntate ed ecco che la terza deborda fin quasi all’una. Effetto collaterale: l’esibizione delle nuove proposte inizia ben più tardi di mezzanotte e a Jessica Brando, solo quindicenne, a termini di regolamento viene interdetto l’accesso al palco. Viene comunque mandato in onda il suo filmato delle prove ma intanto in sala stampa scoppia la bagarre. Il televoto infine la premia.

Nilla e non più Nilla. Poco prima l’arzilla Adionilla aveva certificato la propria esistenza in vita camminando sul palco dell’Ariston, parlando e persino cantando. Peccato per la coreografia più lugubre che solenne, non certo di buon auspicio per l’ultranovantenne interessata. Momenti sanremesi da incorniciare ma un po’ più di sobrietà e di rispetto per la “regina del festival” non avrebbe guastato.

Tutto il resto è amarcord sanremese: canzoni storiche riproposte da artisti del calibro di Elisa (che con la bocca fa a pezzi le canzoni altrui), Fiorella Mannoia (che con la bocca tramortisce ogni canzone), Edoardo Bennato (che con la bocca suona ancora l’armonica), Riccardo Cocciante (che non conosce le parole di “Nel blu dipinto di blu” ma insiste con le cattedraaaaali), Francesco Renga (che le cover sono ormai il suo mestiere), Miguel Bosè (che somiglia sempre di più alla madre, trucco compreso), Carmen Consoli (tuttora orgogliosamente cantantessa) e Massimo Ranieri (che non manca mai di dimostrare di essere un vero signore oltre che un vero artista). Il tutto in bilico tra un omaggio, un fiore e una marchetta.

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