Sanremo 2010: la seconda serata.

Molto molto poco da dire sulla seconda serata, scivolata via tranquilla come sferruzzando i punti già contati il giorno prima. Per quanto riguarda i “big” abbiamo riascoltato tutte e dodici le canzoni ancora in gara. Io tifo per Irene Grandi e la sua baustella di Halley, si sappia.
Bisogna ammettere che la scaletta del festival quest’anno è ben pensata: niente tempi morti (telepromozioni a parte) né discorsi fatui, subito musica e via un cantante dopo l’altro. Niente trucchetti per tenere lo spettatore attaccato a forza allo schermo, alle 23:30 tutti i big hanno già cantato e gli ospiti si sono già visti. Ottimo.
Questo rende sopportabili anche i momenti-simpatia pensati dagli autori. Sempre più indigesti i tre tenorini nati vecchi, adorabile la regina Rania di Giordania, imbarazzante la gag su Avatar, tellurico il can can della Clerici in tenuta filo-filiberta.
Anche il momento grolla-della-vera-amicizia poteva avere miglior fortuna: Antonellina elenca per nome un po’ di amichette sue ma si dimentica di ringraziare, per esempio, la brava Elisa Isoardi che tanti in bocca al lupo le aveva fatto recapitare (insieme agli avanzi felini di Bigazzi).
Chirurgica la selezione della giuria demoscopica: eliminati i Sonohra e Marco Scanu, in assoluto i più scarsi della truppa canora sopravvissuta.
A tarda sera pure i primi cinque “giovani” si sono affacciati sul palco dell’Ariston. Anche qui poco da dire: quasi tutti giovinetti semi-sconosciuti ma di belle speranze, più accaniti nell’appiccicarsi addosso un personaggio purchessia che nel coltivare voce e idee. L’unica menzione la merita forse l’esibizione della pre-osannata Nina Zilli.
I fiori della riviera continuano a non comparire sul palco. No dai, la battuta sulle opere di bene non la faccio.
February 18th, 2010 at 14:36
Grazie