Archive for September, 2008

Emtec Movie Cube R700: impressioni d’uso.

Monday, September 22nd, 2008

Alcuni giorni fa ho acquistato un Emtec Movie Cube R700. Era in offerta, un collega mi aveva parlato bene di un modello precedente (l’R500) e così l’ho comprato senza fare ulteriori “indagini”. Ora lo sto provando nei ritagli di tempo.
Ho pensato di riportare qui le mie impressioni d’uso, insieme ad altre informazioni reperite (talvolta con un po’ di fatica) in rete, nella speranza che possano essere d’aiuto a qualcuno.

N.B. Il post è in continuo aggiornamento. Riporto anche i commenti di un altro mio collega che ha acquistato lo stesso modello più o meno in contemporanea al sottoscritto e che lo sta tuttora provando.

Inoltre, il post è aperto al contributo di tutti. Sono benvenute domande, richieste di chiarimenti così come testimonianze e consigli di altri fortunati (?) possessori del Movie Cube R700.

Emtec Movie Cube R700

Contenuto della confezione

L’offerta includeva:

  • il Move Cube R700 (con alimentatore, telecomando e diversi cavi per i collegamenti audio/video e USB);
  • un adattatore wi-fi 802.11g USB, modello WI200;
  • una borsa-custodia imbottita, su misura per l’R700;
  • un DVD sul calcio.

Tra i cavi in dotazione non è presente quello HDMI.
La chiavetta wi-fi USB ha un aspetto non certo solido e curato, tuttavia sembra funzionare a dovere.
La borsa è ben fatta e si può usare anche per altri scopi (per esempio il trasporto di un hard disk esterno, o di un Asus EeePC).


Sistema operativo

Il sistema operativo dell’R700 è un Linux Busybox 1.1.3.
Il Movie Cube è a tutti gli effetti un computer, a cui è possibile accedere anche via rete (wireless o wired) come fosse un NAS, oppure via telnet (utente ‘root’, niente password).

Hard disk

Nel mio caso il disco è da 500 GB (stando al sito ufficiale, la Emtec dovrebbe commercializzare l’R700 con dischi di capienza fino a 1000 GB, in realtà attualmente si trova solo il modello da 500 GB). Esiste tuttavia la possibilità di acquistare solo il “guscio” privo di hard disk (ovvero il case con alimentatore, telecomando e cavi).
Il disco è un Seagate Barracuda 7200.10 500 SATA NCQ (cod. ST3500630AS). Si tratta quindi di un modello del tutto standard, che volendo si può sostituire con un altro disco SATA (in questo caso, per utilizzarlo sul Movie Cube occorrerà partizionare il nuovo disco secondo i criteri indicati dal costruttore).

Firmware

Non sono ancora riuscito a identificare con certezza la versione del firmware a bordo del mio R700. La pagina di informazioni (’MISC’) riporta quanto segue:

SW Version: 4.2.1262UO(90)
BIOS: 0000.1102.029P

In realtà il sito ufficiale non specifica la versione esatta dell’aggiornamento firmware più recente, e su altre fonti (forum) si parla di una versione ‘2.0.9up’ rilasciata di recente.
La scarsa chiarezza sui numeri di versione deriva dalla mescolanza di informazioni tecniche relative a modelli diversi, in particolare l’R100.

Da parte mia posso dire che l’aggiornamento del firmware all’ultima versione disponibile (la ‘2.0.9up’, appunto) è riuscito ma non ha portato a modifiche evidenti del funzionamento né ha cambiato i dati visualizzati nella pagina ‘MISC’.
Qualcuno nei forum ha riportato problemi durante l’aggiornamento del firmware dell’R700, dunque raccomando massima cautela.

Documentazione

Un commento generale sulla documentazione disponibile. Il manuale utente non va al di là dell’ovvio. Il resto della documentazione eredita le istruzioni fornite per modelli diversi e va quindi “interpretata”. Attenzione quindi a eseguire operazioni “delicate” prendendo alla lettera la documentazione: è facile non ritrovarsi e magari rimanere bloccati a metà senza sapere bene come andare avanti.

Telecomando e interfaccia grafica

L’interfaccia grafica è gradevole ma piuttosto lenta. Usandola bisogna tenere presente che i comandi impartiti da telecomando possono essere recepiti con alcuni istanti di ritardo.
Il problema diventa particolarmente grave quando si scorre con i tasti cursore una lista di filmati: per ciascuno di essi, infatti, il Movie Cube tenta di mostrare l’anteprima in un riquadro dello schermo. Ciò comporta un notevole rallentamento nell’esecuzione dei comandi (alcuni vengono ignorati del tutto). Che io sappia non è possibile disabilitare l’anteprima. Il mio consiglio è di organizzare i filmati in folder più o meno annidati, in modo tale da ridurre la lunghezza delle liste da scorrere e limitare quindi il problema.

Il Movie Cube è molto sensibile agli impulsi IR del telecomando. Forse lo è persino troppo, visto che spesso recepisce gli impulsi mandati da ALTRI telecomandi. Può succedere quindi che l’R700 reagisca a comandi non diretti a lui (per esempio l’accensione del televisore) e che quindi si spenga o si accenda in modo imprevisto. Posso assicurare che si tratta di un problema molto ma molto antipatico.
Su alcuni forum sono stati riportati casi in cui il Movie Cube ha reagito alla (o è stato disturbato dalla) presenza di fonti di illuminazione come le comuni lampadine.
Come se non bastasse, a volte capita che il Movie Cube si “incanti” in fase di spegnimento, cioè che vada fuori controllo senza però spegnersi del tutto. In questi casi non rimane che staccare il cavo di alimentazione, sperando di non danneggiare troppo il disco e l’elettronica.

Ventola e (sur)riscaldamento

Dopo alcuni minuti di funzionamento è normale che la ventola entri in azione. In condizioni normali la rumorosità è accettabile. Al mio collega è capitata una ventola particolarmente rumorosa (cuscinetti difettosi o alette che toccano il supporto). In questo sfortunato caso è difficile rimediare al problema: si può provare ad allentare o stringere alcune viti del pannello posteriore ma non è detto che l’operazione sia risolutiva. Sui forum c’è chi consiglia di aprire il case e sostituire la ventola, ma ovviamente si tratta di un’operazione non banale per la maggior parte degli utenti.

Il case tende a scaldare nella norma, come quello di un comune hard disk esterno. L’adattatore wi-fi USB, se connesso, scalda molto anche quando non sta trasmettendo.

Rete wireless

Le impostazioni della rete wireless sono ben configurabili salvo un “piccolo” dettaglio: il Movie Cube non è in grado di connettersi a reti il cui SSID è nascosto.
Tra l’altro, è possibile configurare una sola rete wireless.
Inoltre, una volta acceso l’R700 non è in grado di connettersi da solo alla rete wireless configurata. Per ripristinare il collegamento non è sufficiente nemmeno effettuare il semplice test della connessione, occorre invece rifare il “giro” della configurazione (fortunatamente i parametri vengono conservati) e concluderla con il test. Una bella seccatura.

Trasferimento file

Il trasferimento file via wi-fi è molto lento (circa 21 minuti per un file da 800 MB). C’è chi dà la colpa a Samba.
La funzionalità di copia offerta dall’interfaccia del Movie Cube stesso (copia da rete, da USB ecc.) a mio avviso è estremamente macchinosa e poco efficace.
Il metodo migliore per trasferire file numerosi e/o voluminosi è collegare al Movie Cube un computer via USB. In questo modo, tra l’altro, anche la partizione NTFS diventa scrivibile (via rete invece è read-only di default).

Confronto con altri modelli

Rispetto al modello R500 (di cui non sembra esserci più traccia sul sito ufficiale, nemmeno nella sezione supporto) l’R700 è privo dei comandi sul pannello anteriore e dello slot per la lettura di schede SD.
L’assenza di comandi frontali significa che è impossibile servirsi del Movie Cube senza il telecomando: attenzione a non dimenticarlo quando lo portate in giro!

Giudizio finale

Il prodotto non appare all’altezza delle aspettative e delude sotto diversi punti di vista. Nonostante le sue funzionalità appaiano più che decorose sulla carta, alla prova dei fatti emergono diverse imperfezioni nelle funzionalità offerte dall’interfaccia grafica insieme a comportamenti spiacevoli e non deterministici dell’apparecchio in sé (vedi per esempio le accensioni e gli spegnimenti imprevisti). Ciò significa che non è possibile far usare l’apparecchio a utenti non “esperti” in campo informatico, incapaci cioè di “interpretare” e “adeguarsi” opportunamente ai diversi inconvenienti che possono succedere.
Poiché il prodotto è relativamente recente e attorno a esso si va consolidando una comunità di utenti piuttosto attiva, rimane la speranza che Emtec rilasci nuove versioni del firmware in grado di sanare almeno le situazioni più gravi.

Link utili

Per finire, ecco alcuni link utili, in particolare a siti e a forum che si occupano dei modelli Emtec serie “R” e dei loro cloni.

Per un soldo bucato.

Sunday, September 21st, 2008

Stamattina ho subìto un piccolo furto al supermercato. Ecco com’è andata.

Caricati in macchina i sacchi della spesa appena fatta, vado a rimettere a posto il carrello come di consueto. Effettuato un po’ a fatica l’aggancio con un altro carrello, al momento di recuperare la “cauzione” mi accorgo che al posto della moneta da 1 Euro messa in precedenza c’è una rondella di metallo.
Questa:

rondella (il corpo del reato)

Perplesso, metto in tasca il dischetto di metallo e salgo in macchina. Poi penso che sarebbe meglio avvertire la direzione, così torno al supermercato e inizio a raccontare l’accaduto alla vice-direttrice. Non servono grandi spiegazioni: lei da un cassetto tira fuori una rondella identica alla mia e mi informa che sono il secondo a cui capita oggi. Incasso il suo «mi dispiace» e me torno a casa, con la mente occupata da due pensieri.

Il primo pensiero riguarda l’aver visto il probabile “colpevole”. Un tipo oltre la cinquantina, tozzo, capelli bianchi, abbigliamento comune, aria inquieta. Si aggirava veloce per i corridoi senza carrello né cestino né altro, come se stesse cercando qualcuno. L’avevo notato mentre facevo la spesa e l’avevo mentalmente schedato tra le persone da “tenere d’occhio” qualora si fosse avvicinato troppo a me o a qualcun’altro nei pressi. A un certo punto l’ho visto uscire dal supermercato senza aver comprato nulla. Ma mai e poi mai avrei immaginato che il suo obiettivo fossero le monete dei carrelli lasciati incustoditi.

Il secondo pensiero riguarda le modalità del furto. Non dev’essere facile riuscirci senza farsi notare, in mezzo a così tanta gente. Immagino abbia usato un cacciavite o qualcosa di simile per sbloccare il meccanismo. Ma soprattutto: quanti “colpi” può aver messo a segno quell’uomo stamattina? Non più di quattro o cinque, direi. Una decina se è nipote di Arsenio Lupin. In pratica, un bottino stimabile in meno di dieci Euro a fronte di un rischio davvero alto (si sa che i supermercati non sono teneri con i ladruncoli, qualunque cosa essi abbiano sottratto).
Cosa può aver spinto quell’uomo non più giovane a fare una cosa del genere? Un desiderio di sfida? L’indigenza? La fame?

Chissà. Di sicuro d’ora in poi baderò a non perdere mai di vista il mio carrello.
E mi torna in mente un episodio di qualche mese fa, quando non riuscivo a trovare lo zafferano. Dopo diversi minuti di inutili ricerche ho finalmente chiesto indicazioni a un commesso, il quale mi ha detto di rivolgermi alla cassa centrale. La cassa centrale?! Ebbene sì, le bustine di zafferano erano lì, accanto alle bottiglie di champagne e ad altre merci di pregio, inaccessibili ai clienti, sotto lo sguardo costante del personale.

Quest’oggi volevo dedicare un po’ di tempo a cercare informazioni sui prezzi degli ultimi lettori mp3 e dei televisori LCD Full-HD. Ma mi è passata la voglia.

Tutti offesi dalla Clerici.

Tuesday, September 16th, 2008

Che dire di Tutti pazzi per la tele, la cui prima puntata è andata in onda questa sera su RaiUno?
Mi limito a fornire qualche spunto di riflessione.

  • Pessimo inizio: la sigla fa il verso alla celebre “Zum zum zum” (Canzonissima ‘68) ma con un testo “modernizzato” per l’occasione e affidato all’ugola della Clerici.
  • Tra gli autori del programma figura (in)spiegabilmente il nome di Eddy Martens, ossia l’attuale fidanzato della conduttrice in dolce attesa.
  • Pistarino sciorina convinto battute che non diceva dai tempi delle elementari.
  • Gli ospiti collocati attorno al tavolo sono: noti presenzialisti (Giurato, Lear, Pivetti V., Zanicchi), vecchie glorie (Mal), dimenticati Rai (Cuccarini), neo-acquisti Rai da blandire in vista di Sanremo (Bonolis), stagionata ospite straniera in versione cavoli-a-merenda (Anderson).
  • Sgangherato disordine tra gli ospiti, voci accavallate, gag improvvisate e incomprensibili, penosi siparietti, poco senso della misura, episodi di cattivo gusto. Il montaggio (vistosissimo) non basta a rimediare.
  • Quando è troppo è troppo: la Cuccarini dà di gomito a Bonolis per invitarlo a un maggior contegno. Immaginatevi gli altri.
  • Spesso vengono mostrati spezzoni di gaffe e imprevisti televisivi stranieri in stile Paperissima. Idea originale.
  • La rievocazione dei vecchi tempi viene puntualmente scavalcata dalla mistificazione incompetente.

Poteva esserci dell’altro ma ho spento in tempo. Spero possa bastare.
Se disponete di validi rimedi contro il mal di fegato, il martedì sera guardate Ballarò. Date retta.

La certezza dei pacchi.

Monday, September 15th, 2008

Sì sì, lo capisco, l’estate televisiva è colorata, disimpegnata, musicarella, mezza biotta, cosparsa di repliche ed esperimenti come panna e granella sul più insipido dei gelati. Però noi teleutenti abbiamo bisogno di certezze.
Ma ecco infine il premio per la nostra fedeltà in regola con l’abbonamento: il ritorno, insieme ai primi freddi, de L’eredità e di Affari tuoi!

Dell’a-a-bbronzatissimo Carlo Conti, fiero albero maestro della teleammiraglia di stato, mi occuperò un’altra volta. Oggi vorrei dedicare qualche riga al nuovo ospite dell’access prime time di RaiUno: l’attore e imitatore Max Giusti.

Max Giusti L’eclettico e brillante Max raccoglie un’eredità non facile, essendo stato chiamato a sostituire un Flavio Insinna giunto all’apice della notorietà e della dimestichezza con i meccanismi della seguitissima trasmissione. Basterebbe questo pensiero a giustificare i copiosi sudori di stasera del nuovo padrone della casa dei pacchi.
Intorno a lui si fa notare una scenografia tutta nuova, che ricorda una sorta di foyer nelle tonalità del rosso e del blu. Più grande lo studio, più lungo il divano rosso, più lontano il pubblico – ora comodamente seduto e non più assiepato e vociante su tribune a precipizio. Piccolo in proporzione il conduttore, mobile ma a tratti spaesato, ancora comprensibilmente solo e incerto nel distribuire la giusta quantità di olio sugli ingranaggi rimasti fermi tutti questi mesi. Non difettando in esperienza e verve, il simpatico Giusti non tarderà a prendere le misure e farsi apprezzare.

Poco altro da registrare in questa prima puntata: la colonna sonora è rimasta pressoché immutata; uguale (ma mai sottolineata) anche la ripartizione delle regioni in nord, centro e sud; angusto lo spazio riservato alle telefonate del “dottore”, in attesa di una caratterizzazione più consona e pregnante; inesistenti le novità nel gioco se si trascura la comparsa del “Pacco Y”.

Un rassicurante cambio di guardia nel solco della tradizione, dunque. Tra pochi giorni vedremo invece quali sorprese ci riserveranno due delle finte bionde più celebri della TV: Sua Gestazione Antonella Clerici e Sua Onfalofania Raffaella Carrà.

Questione di gusti (l’ultima).

Saturday, September 6th, 2008

Cosa può esserci di buono al termine dell’Universo? Un ristorante direte voi, ma visto che in un buco nero c’è posto per tutti, sarebbe meglio poter mangiare qualcosa senza dover prenotare a tutti i costi con troppo anticipo.

Perciò: tutti in gelateria, finché c’è tempo e il cielo è terso! Ma non una gelateria qualunque: la Gelateria al Termine dell’Universo ideata da xlthlx!

Venghino siore e siori, grandi e piccini! Ce n’è per tutti i gusti ma non in eterno!
Meglio sbrigarsi… emoticon