Incubo numero zero.
Se la prima serata di RaiUno fosse una mensa, questo sabato sera sono stati propinati cibi visibilmente avariati. E la metafora finisce qui, vi risparmio i brulicanti particolari.
Ciak… si canta!, il quarto esperimento televisivo tentato dalla rete ammiraglia, si è dimostrato di gran lunga il più deludente della serie.
Fallimentare l’ennesima “operazione nostalgia” a base di vecchie glorie canterine, assai lontana dalla competenza e dal rispetto dimostrati in programmi come I migliori anni.
Fredda e impacciata la conduttrice, Eleonora Daniele: belloccia sì, ma incapace di sostenere un dialogo sensato con i suoi ospiti, sia pure per finta e leggendo dal “gobbo”.
Ammorbante e inconcludente la cosiddetta “giuria di qualità”, formata dai soliti quattro presenzialisti-salariati Rai, di quelli che all’appello non possono non rispondere pur sapendo far salotto spesso e volentieri.
Pesantemente caricaturali tutti i cantanti, chiamati a rappresentare anzitempo e senza vergogna l’ombra di se stessi, e tuttavia ben vestiti e sorridenti come se niente fosse.
Prevedibilmente mistificata e inutile la competizione, che in teoria aveva lo scopo di premiare non le canzoni bensì i migliori video.
Per l’appunto: inguardabili i filmati che avrebbero dovuto attualizzare e incorniciare il ricordo di alcuni successi musicali degli anni ‘60 e ‘70: scene e situazioni insignificanti, sceneggiature insulse, ingenuità tecniche e realizzative, atmosfere quasi grottesche.
Chissà se era questo ciò che aveva in mente Gianni Ippoliti, l’ideatore di questa sciagurata serata televisiva. Da parte mia, non ricordo nulla di così brutto da diversi mesi a questa parte.
A giudicare dalla sua espressione seria e compunta, anche il buon Nino Frassica deve essersi profondamente vergognato di aver partecipato.