Le pareti del cervello non hanno più finestre.

La “ginnastica cerebrale” fa sudare? Pare di no, ecco perché una trasmissione come Usa la testa! ben si adatta a un afoso sabato sera italiano (un sabato qualunque, del resto, anche se il peggio non è ancora passato).
Il programma andato in onda ieri sera su RaiUno è sembrata la versione televisiva di un brain trainer, uno di quei fortunati gingilli elettronici che a forza di domandine basate su logica e intuito ci permettono di calcolare la nostra “età mentale” (molto meglio di un Tamagotchi). In realtà Usa la testa! si basa su un format straniero adattato per Endemol da Massimo Romeo Piparo (neanche fosse un musical) e per questo “numero zero” affidato alla conduzione di Caterina Balivo al grido di «alleniamo il cervello, non (solo) i muscoli».

Caterina BalivoQuesti gli ingredienti principali oltre alla risoluta scollatura della Balivo: le squadre in gara (quattro, suddivise per categoria di età), i “caposquadra” VIP (Giancarlo Magalli, Marina Ripa di Meana, Barbara Matera e un bambino-attore a me sconosciuto), gli “esperti” (tra cui un partecipe e assennato Alessandro Cecchi Paone, un distratto Mario Tozzi, il campione italiano di Sudoku e l’ipotricotico esperto vero e proprio che ha curato le domande), gli ospiti (Manuela Aureli, Paolo Belli, Bobby Solo, l’immarcescibile Silvan e un collega illusionista di nome Erix Logan), l’orchestra e i balletti di Bill Goodson (coreografo già notato e apprezzato ai tempi degli show di Panariello).

L’idea di base del programma, seppure non originale (sono tanti gli esempi di quiz con domande a tema e relativo calcolo del profilo finale, per esempio il recente Fratelli di test) si è rivelata interessante e più solida del previsto.
Peccato però per alcuni aspetti della realizzazione: bravina la Balivo ma lasciata troppo sola, aggrappata con poco mestiere al suo artefatto entusiasmo, alla sua autoironia e alla sua voglia di esserci; estenuanti le quaranta domande centellinate in quasi tre ore di durata complessiva; discutibile la scelta di alcuni ospiti, tra cui una Barbara Matera giovane attrice (?) troppo piena di sé – nel sen(s)o buono – e convinta di saper essere spiritosa, e una Ripa di Meana fuori controllo, dal contegno e dalle esternazioni sorridenti ma non certo nobili.
Migliorabile anche la parte più tecnica legata alle domande: alcune erano malposte o mal supportate dalla grafica a video. Inoltre, ho messo da parte diversi dubbi su certe spiegazioni “scientifiche” poco ortodosse che sono state fornite durante la trasmissione in tema di cervello e dintorni.

In sintesi, Usa la testa! è un esperimento riuscito a metà. C’è del buono da poter riciclare, ma il carrozzone dev’essere alleggerito in più punti per non rischiare di diventare solo un allenamento allo sbadiglio.

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